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Da vedere 

CHIESA PARROCCHIALE

dedicata a S.Bartolomeo e S.Lazzaro, consacrata nel 1216, devastata da un primo incendio nel 1758, e da un secondo il 3 agosto del 1861. Venne ricostruita più grande e a tre navate, nel 1865. La Pala dell'altare maggiore, rappresenta la Resurrezione di Lazzaro, ed è una pregevole opera di un pittore anonimo, copia di una ben più importante di Sebastiano Del Piombo conservata alla National Gallery di Londra.     

Recentemente restaurata.

Le volte della chiesa sono completamente affrescate, guardando in alto è come perdersi in una scenografia senza tempo. Il pittore Metodio Ottolini (Aldeno1882-Trento1958) che affrescò le volte della chiesa nell’anno 1928, seppe dare al suo lavoro un'impronta iperrealista colma di simbolismi colti. I suoi santi, gli angeli, gli evangelisti prendono corpo e si stagliano chiari tra cieli limpidi e paesaggi di pace semplice e bucolica.

Prima di accingersi al lavoro di affrescatura l'Ottolini raffigurò quelli che dovevano diventare gli affreschi, su otto tele in dimensioni ridotte, dipinte con la tecnica ad acquerello. Tali miniature sono conservate ed esposte nella Sala Consigliare del Comune.

Il fregio che sovrasta il Fonte battesimale, è invece opera giovanile del pittore contemporaneo Paolo Vallorz, e rappresenta lo Spirito Santo in forma di colomba.

La parete destra della chiesa è ornata da una scultura a ricordo dell'addolorata di Capriana, opera dell'artista fiammazzo Tisti Daprà.

Il viale antistante la chiesa, contornato da vecchi ippocastani, è lastricato con i sassi del fiume Avisio. Fatto nel 1898, dai paesani, che portarono a gerla tutti sassi occorrenti.

 

CHIESA DI CARBONARE

Pittoresca piccola chiesa nella frazione di Carbonare.

Al suo interno sono custoditi: il quadro dedicato a Sant’Anna proveniente dalla chiesetta di Rover, trasferito qui dopo l’alluvione del 1966, quando Rover venne dichiarata inabitabile e la sua chiesa chiusa. Il Crocifisso vivente , una scultura lignea del Cristo in Croce, che Lo raffigura prima di ricevere la ferita al costato. Questa “opera” è il dono al paese di Carbonare, di un disertore russo, che si rifugiò in questo luogo durante la guerra del 1915-1918, e che qui rimase per un po’ di tempo, tenuto nascosto. In riconoscenza, il soldato scolpì e donò alla gente del posto il lavoro che lo aveva tenuto occupato durante tutto il periodo della sua permanenza a Carbonare.

 

CASA NATALE DI M.DOMENICA LAZZERI

Dal 1973, su una parete esterna è affissa una stele in suo ricordo.

A fianco in un'altra casa, una stanza contiene tutti i suoi ricordi, gli oggetti che ornavano la sua stanza, i pochi doni che le erano stati fatti da coloro che la visitarono e veneravano. In quel luogo vengono custoditi anche tutti i libri che sono stati scritti su di lei, (in vendita anche agli attuali visitatori)  e le sedici tele dipinte da Giovanni Mengon, per il 150° Anniversario della sua morte (4 aprile 1998) intitolate "La via Crucis della Meneghina".

 

LA TOMBA

Il tempietto eretto nel cimitero nel 1912, per volere della popolazione, contiene fra l'altro la lapide incisa della sua prima tomba, esumata nel 1870 e nel 1944.

All'esterno di fianco alla chiesa è collocato il pestino, dove Maria Domenica lavorava.

 

Il MULINO DELLA "MENEGHINA"

I ruderi del mulino (1700) si trovano nella Valle del Rio Bianco, fra Capriana e Carbonare. Era il luogo dove il padre, la madre, i fratelli di Maria Domenica Lazzeri, detta Meneghina, lavoravano e dove lei stessa prestò il suo aiuto fino al momento della sua misteriosa malattia.

Ricostruito negli anni '20 dopo un pauroso nubifragio, ha conservato la sua funzione fino agli anni '50.

Cessata la sua utilità in seguito all'abbandono delle campagne, seguì la decadenza, il crollo del tetto e la rovina.

Il desiderio di conservare ogni ricordo ha spinto l'Associazione Amici della Meneghina ad acquistarlo dagli eredi della famiglia Lazzeri, sparsi per il mondo.

Ceduto al Comune nel 2003, è stato restaurato. Inaugurato il 14 Settembre 2008, ha ripreso a funzionare e ora è meta di visitatori che vi trovano, oltre alla macina e al "pestino" originario, una raccolta di oggetti appartenuti a Maria Domenica Lazzeri.

 

LA STATUA

intitolata "La Mugnaia". Opera dell'artista Andrea Martini (padre francescano). Collocata all'entrata del paese nel 150° della sua morte, commissionata dall'Associazione “Amici della Meneghina", e pagata dai paesani residenti e non residenti, da coloro che da lei hanno ricevuto "una grazia", e dall'Amministrazione Comunale.

 - Assolutamente da non perdere:

CAPITELLO VOTIVO

Situata all’incrocio fra via Anterivo e via Frizza, “la caratteristica edicola sacra risalente alla seconda metà del secolo scorso, in muratura intonacata di forme geometriche semplici con ampia nicchia e cornice di coronamento, testimonianza della devozione popolare che volle erigerla a ricordo dello scampato pericolo per l’epidemia di colera del 1836” è un bene meritevole di tutela ai sensi dell’art. 4 della legge 01-06-1939 nr.1089, viste le sue caratteristiche di interesse storico artistico, riconosciute dalla Commissione Beni Culturali in data 20 agosto 1997.

Nella nicchia si trova un Crocifisso ligneo risalente al 1850.

I dipinti sui muri, al centro angeli e raggi di luce, a destra San Rocco, a sinistra San Sebastiano, sono del 1949.

Grande importanza artistica e culturale è che a dipingerli sia stato il pittore PAOLO VALLORZ (pittore contemporaneo) che vive e lavora attualmente a Parigi , il quale eseguì questa pittura murale durante un suo breve soggiorno a Capriana, immediatamente prima di intraprendere i suoi studi alla Accademia di Venezia. L’importanza artistica di questa “opera d’arte” aumenta, se si considera il fatto che essa sia l’unica pittura murale esistente al mondo, fatta da questo artista famoso.

Nel luglio del 1997 sono stati eseguiti i restauri delle pitture, dei quali si è personalmente occupato il Signor Paolo Vallorz, coadiuvato dalle restauratrici di sua fiducia Cristina Mathà e Martina Bona.